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giovedì 24 settembre 2015

Amici mai 2 - Rewind

Dopo cena, mentre le due sorelle si misero a riordinare in cucina, io e Mario ci dedicammo alla gara delle barzellette. Le regole erano: tre barzellette a testa, chi raccontava le più divertenti come premio si beccava un bel pezzo di dolce e un buon bicchiere di vino Zibibbo, un vino dolce e liquoroso che a me da alla testa molto più velocemente di qualsiasi altro vino. La signora Marietta fungeva da giudice e quasi sempre la gara finiva in parità.
<<Rebekah, sono quasi le ventidue e trenta, Patty è andata a mettere Cristina a letto, tu hai finito col vino o prima di uscire devi scolarti tutta la bottiglia?>>. Ricordo che alzò un sopracciglio proprio come fanno i personaggi di un cartone << Avrei preferito un paio di birre, specie sulla pizza, ma vallo a spiegare a tuo padre >> le dissi unendo le mani a mo di preghiera mentre il signor Spanti, indifferente, continuava a riempire i bicchieri…
Patty entrò in sala da pranzo e, vedendo la bottiglia di vino quasi vuota iniziò a sbraitare contro il padre. E prima che iniziassero a litigare per colpa del vino (certo non mia), le spinsi fuori di casa.
Quella sera non avevo nessuna voglia di uscire, cercai di farmi accompagnare a casa, finsi un’emicrania da vino, ridendo come una stupida e alitando Zibibbo sul finestrino della Punto blu. C’ero quasi riuscita, eravamo arrivate sotto casa mia ma proprio in quel momento a Sonia squillò il cellulare.
Era Francesco, le chiedeva di andarlo a prendere in centro, non voleva disturbare i due amici (con cui era andato a vedere l’incontro di box) per farsi accompagnare a casa perché abitavano dall'altra parte della città. Senza pensarci due volte, Sonia che era alla guida dell’auto, girò lo sterzo di scatto (facendomi spiaccicare contro il finestrino) e a tutta velocità (o per rimanere in teme : a tutta birra) si diresse in centro.

mercoledì 2 settembre 2015

Ma tu guarda chi si rivede! - Parte prima

Sabato scorso sono uscita con delle amiche per una passeggiata sul lungomare a chiacchierare, rilassarci, prendere un po’ d’aria fresca e perché no, un bel gelato. Mentre decidevamo sui gusti da scegliere tra i classici: fiordilatte, nocciola, cioccolato, rocher, pistacchio, panna cotta e fragola, sento una voce alle mie spalle dire: <Stasera voglio assaggiare il Peppa Pig con panna!>>. Mi giro di scatto per guardare in faccia chi ha osato pronunciare quelle parole (Ho dovuto sorbirmi tutte le puntate migliaia di volte di quell'orribile cartone animato assieme a mio figlio, che sono arrivata ad odiare lei, tutta la sua settima generazione e il colore rosa pastello!) e vedo una ragazzina di più o meno quattordici anni vestita come una zoccola, sorridere (con sulle labbra almeno tre strati di rossetto rosso fuoco) e indicare il gusto del gelato ad un ragazzo che si e no avrà avuto la sua stessa età. Senza dare nell’occhio, leggo gli ingredienti del gelato PP - fragola (ovvio!), melone, caramello, canditi, banana, e marshmallow – “Oh, mio dio!” esclamo sottovoce. Non si può! Ma chi ha avuto il coraggio di creare questa mostruosità?! Mai, mai e poi mai rinuncerei al mio gustosissimo cono alla nocciola e rocher! Nocciola i love you. Nocciola forever.
Dopo aver gustato il gelato comodamente sedute su una panchina, decidiamo di continuare la passeggiata e consumare così un po’ di calorie...
Camminando, arriviamo davanti al gazebo di uno dei tanti locali situati sul lungomare e decidiamo di prendere un caffè. Entriamo, ci sediamo ad un tavolo con vista sul mare e ordiniamo tre caffè. Nell’attesa, mi perdo ad ammirare le meravigliose luci notturne della Sicilia. Cinque minuti dopo arriva il cameriere con i caffè, il mio rigorosamente amaro (dopo le duemila calorie ingerite col gelato, posso mica prenderlo zuccherato!). Silvia, che se ne frega delle calorie, svuota la mia e la sua bustina di zucchero in due centimetri di caffè, Maria nel suo ci mette mezza bustina di zucchero di canna.
Mi porto la tazzina alle labbra e vedo Silvia sgranare gli occhi come se avesse visto un fantasma. Capendo le mie intenzioni esclama <<Non ti girare!>>.
<<Non dirmi che dietro di me c’è Bruce Willis!>> rispondo scherzosamente, e senza pensarci due volte mi giro di scatto per guardare in faccia l’uomo (ovvio che fosse un uomo!) che due secondi prima aveva fatto sbiancare Silvia.
“Oh, mio dio!” esclamo mentalmente.